domenica 19 aprile 2009
domenica 12 aprile 2009
lunedì 23 marzo 2009
Illusione

Dicono che la speranza sia felicità,
Ma il vero Amore deve amare il passato,
E il Ricordo risveglia i pensieri felici
Che primi sorgono e ultimi svaniscono.
E tutto ciò che il Ricordo ama di più
Un tempo fu Speranza solamente;
e quel che amò e perse la Speranza
Ormai è circonfuso nel Ricordo.
E' tutto un'illusione:
Il futuro ci inganna da lontano,
Non siamo più quel che ricordiamo,
Né osiamo pensare a ciò che siamo.
Notte

La lampada deve essere riempita, ma anche così
Non brucerà per tutto il tempo della veglia:
Il mio torpore, se mi assopisco, non è sogno,
Ma la continuità di un pensiero costante,
A cui poi non so resistere: nel mio cuore
C'è una veglia, e questi occhi si chiudono soltanto
Per guardarvi dentro; tuttavia io vivo, e porto
La forma e l'aspetto degli uomini viventi.
Ma ai saggi il dolore dovrebbe essere maestro;
Il dolore è conoscenza: coloro che più sanno
Più devono piangere la fatale verità,
L'Albero della Conoscenza non è quello della Vita.
La filosofia e la scienza, le fonti
Dei prodigi e la saggezza del mondo
Io ho provato e nella mia mente posseggo
Un potere capace di assoggettarli
Ma non mi servono: ho fatto del bene agli uomini,
E persino tra gli uomini ho incontrato il bene
Ma non mi è servito: ho avuto i miei nemici,
E non ho ingannato nessuno; molti dinanzi a me caddero,
Ma non mi servì: il Bene o il Male, La Vita,
I Poteri, le Passioni, tutto ciò che vedo in altri esseri,
E' stato per me come pioggia sulla sabbia,
Dal tempo di quell'ora senza nome. Non temo nulla,
E sento la maledizione di non provare la paura naturale,
Né il battito fremente che palpita di speranze o desideri,
O di amore segreto per qualcosa sulla terra.
Ora, al mio compito Potenza misteriosa!
Voi spiriti dell'Universo senza fine!
Che io ho cercato nell'oscurità e alla luce
Voi, che la terra circondate, ed abitate
In più sottile essenza, voi, a cui le cime
Delle montagne inaccessibile sono rifugio,
E le caverne della terra e dell'oceano cose familiari
Io vi chiamo in nome dell'incanto iscritto
Che mi dà potere su di voi. Sorgete! Apparite!
Non giungono ancora. Ora per la voce di colui
Che è il primo tra di voi e per questo segno
Che vi fa tremare. E per gli ordini di colui
Che è immortale. Sorgete! Apparite! Apparite!
Se così è, Spiriti della terra e dell'aria,
Non dovete sfuggirmi: per un potere più profondo
Di tutti i poteri mai apparsi, un tiranno, incantesimo,
Nato su una stella condannata,
Relitto bruciante di un mondo distrutto,
Inferno vagante nello spazio eterno;
Per la grande maledizione che pesa sul mio animo,
Il pensiero dentro e intorno a me,
Io vi costringo alla mia volontà. Apparite!
G. Byron
giovedì 19 marzo 2009
Solitudine II

Solitudine, se vivere devo con te,
Sia almeno lontano dal mucchio confuso
Delle case buie; con me vieni in alto,
Dove la natura si svela, e la valle,
Il fiorito pendio, la piena cristallina
Del fiume appaiono in miniatura;
Veglia con me, dove i rami fanno dimore,
E il cervo veloce, balzando, fugge.
Dal calice del fiore spunta l'ape selvaggia.
Qui sarei felice anche con te. Ma la dolce
Conversazione d'una mente innocente, quando le parole
Sono immagini di pensieri squisiti, è il piacere
Dell'animo mio. E' quasi come un dio l'uomo
Quando con uno spirito affine abita in te.
John Keats
martedì 17 marzo 2009
Ai confini del mondo
Sarò la penna che scrive per te
servo di un mondo che giace
tra urli di solitudine.
Dipingerò per te
i sassi di un arenile d'inverno
che assorbe l'indifferenza che scolora il mondo.
Raccontami di te
umile riflesso di un profondo affetto
che muta tra ombre d'innocenza.
Raccoglierò i tuoi perchè
tra il grembo di un'alba
che nasce dalle mie parole.
Non aver paura
la bontà non muore
è come un sole che gioca con l'autunno
spesso occultata
ma mai cancellata.
Ed io sarò qua
a descriverla per te
in un sentiero chiamato
sincerità.
(Flash)
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