domenica 28 settembre 2008

Solitudine I


«Che cosa mormora
ancora Wotan alla testa di
Mimir?
Già la sorgente
ribolle: la cima dell'albero
dell'universo rosseggia al
suono del corno rintronante
che Heimbold tiene alzato a chiamare le schiere.
L'albero trema, ma resta ancora
eretto, mentre frusciano le foglie finché Loge si svincola.
Selvaggio urla il cane davanti all'abisso infernale
Finché strappa la catena allo sfrontato corsiero.

Dall'Oriente avanza un gigante munito di scudo.
Allora il verme del mondo si erge irato contro Joten.
Egli percuote le onde,gridano i nibbi,
bramosi di cadaveri, perché Naglfar,
la barca dei morti, si è liberata.

Dall'Oriente attraverso il mare,
quando si avvicinano i figli di Muspil,
Guida Loge la chiglia fuggente;
Il fratello della tormenta porta
lungo la strada il lupo e la sua figliata »